Quando il XX secolo giungeva al termine, i cineasti si interrogavano sulla piaga dell’Olocausto ed in un biennio, giungevano nelle sale due film davvero notevoli sul medesimo tema: La vita è bella di Roberto Benigni (1997) e Train de vie di Radu Mihăileanu (1998).
A distanza di dodici anni, il brillante cineasta rumeno ritorna sui suoi passi in modo collaterale ed elegante, donandoci una partitura filmica come non se ne vedeva da anni: Il concerto.
Presentata in anteprima al Festival Internazionale del Film di Roma 2009, l’ultima fatica del brillante regista avvince e conquista sin dalla prima scena, in un crescendo delicato e gioioso che permette di assaporare l’amarezza del passato (la persecuzione degli Ebrei da parte dei nazisti non risparmiò gli artisti, come testimonia l’esistenza del protagonista maschile) senza perdere la gioia provocata dalla musica e dalla radiosa bellezza della protagonista femminile: un’angelica Mélanie Laurent (come dimenticare la sua interpretazione in Bastardi senza gloria?), calatasi perfettamente nei deliziosi panni dell’algida (apparentemente) violinista più talentuosa di Francia, che deve la sua aria da pierrot a quel doloroso segreto che le è stato celato per tutta la vita.
Ma la vera protagonista di questo film è, come recita il titolo stesso, la musica, nelle note del sublime Concerto per violino e orchestra in Re maggiore op.35 di Tchaikovsky : dal Bolshoi allo Chatelet, dalla comunità Rom di Mosca alla sfarzosa Parigi, dei quartieri bene, la vicenda si dipana dolcemente e, quando si è giunti al termine, gli occhi dello spettatore si riempiono di lacrime. E’ emozionante realizzare come il vero cinema, sebbene colpito al cuore da quasi un trentennio ormai…rinasca sempre, come fenice, dalle proprie ceneri.
Una visione da non perdere.
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P.L: la mia scena preferita? Senza alcun dubbio l’incontro-scontro tra il violinista Rom, dal sorriso irresistibile, e la protagonista. 😉
