Una delle poche affermazioni sensate sulla vita è: “la vita è priva di senso”.
Come, altrimenti, giustificare la prematura scomparsa di Corso Salani, classe ’61, di soli dieci anni e un giorno più vecchio del sottoscritto?
L’ho incontrato l’ultima volta, pur non conoscendolo personalmente, a Piazza Vittorio, l’estate scorsa, per la presentazione di Imatra (2007), da lui scritto, diretto e interpretato. Faceva molto caldo e lui si è presentato, ad inizio e fine proiezione, con l’usuale misto di timidezza e schiva simpatia, un fiorentino atipico…o forse no.
Una cosa è certa: si tratta, si trattava di un cineasta sensibile, brillante e, creativamente, fuori dai binari della produzione commerciale, come un affranto Nichi Vendola ha dichiarato a Repubblica.
Non a caso, il grande pubblico (forse e tristemente) lo ricorderà soltanto per la sua interpretazione ne Il muro di gomma di Marco Risi, uscito in sala nel lontano 1991. I cinefili più attenti, invece, ne serberanno una più recente memoria visiva grazie alla sua interpretazione nel notevole Mar Nero di Federico Bondi, pluripremiato a Locarno nel 2008.
Ironia della sorte: la docufiction cui stava lavorando in questi giorni – dedicata al doloroso tema delle morti bianche – si intitola…I casi della vita .
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