Elysium_Matt Damon

Nell’anno 2154, esistono due classi di essere umani: i benestanti che vivono su Elysium, un’incontaminata stazione spaziale orbitale ed il resto della popolazione che vive in un sovrappopolato e disastrato pianeta Terra, devastato dal crimine e dalla povertà dilaganti.

Purtroppo, ad Elysium le leggi anti-immigrazione e le forze in atto per preservare il lussuoso stile di vita dei propri cittadini sono ferree. L’unica persona che ha qualche possibilità di portare equilibrio tra questi due mondi è Max (Matt Damon), un uomo ordinario con un disperato bisogno di entrare ad Elysium. Con la vita appesa ad un filo a causa delle spietate azioni del suo superiore John Carlyle (William Fichtner), Max dovrà suo malgrado affrontare una missione pericolosissima che lo vedrà ostacolare il Segretario di Elysium Delacourt (Jodie Foster) ed i suoi mercenari guidati dallo psicopatico Kruger (Sharlto Copley). Eppure, se Max riuscirà a trovare un varco, potrebbe non soltanto salvare la propria vita ma anche quella di milioni di abitanti del pianeta Terra.

Per gli appassionati il regista sudafricano Neil Blomkamp è stata una sorpresa insperata: con il suo District 9 ha frantumato un periodo di stasi del genere, per troppo tempo vincolato a stilemi consolidati, con una feroce denuncia sociale travestita da fantascienza. E proprio per il brillante, crudele, amaro District 9 si auspicava da Bloomkamp un’opera successiva se non necessariamente sulla falsariga perlomeno con lo stesso spirito dissacrante.

Il problema di Elysium è che, nonostante le aspettative, non si dimostra un buon film di fantascienza sociale, al pari di District 9 o almeno come lontana eco del Metropolis di Lang:, costretto da uno storytelling hollywoodiano, semplificante e sminuente, ad assestarsi nel più comodo ruolo di action movie senza pretese e senza vitale autoironia.

Se il film parte con un inizio di costruzione dei personaggi che può intrigare (il protagonista di certo non è il tipico uomo d’azione ipertrofico) ci ritroviamo già a metà del primo tempo con un una variazione non originale di Johnny Mnemonic (il protagonista che ha nella testa un file che potrebbe cambiare per il meglio il mondo, inseguito dai cattivi per il medesimo segreto) che gradualmente, inesorabilmente, comincia a ricoprirsi di piccole ma continue scelte narrative infelici come un parabrezza infestato dai moscerini; dalla tuta potenziata del protagonista, le cui capacità palesemente non possono essere quelle rappresentate, all’assente sistema di difesa di Elysium al villain Kruger che risulta tanto privo di spessore ed i suoi piani tanto improbabili (forse un poco meno evoluti di quelli di Gambadilegno) da risultare fastidioso. I combattimenti corpo a corpo risultano particolarmente improbabili laddove Max, pur supportato dal suo esoscheletro, riesce ad avere la meglio su di un addestratissimo Kruger e dai suoi uomini.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=48CveOxpw20[/youtube]

Il manicheismo della non raffinata denuncia è dolorosamente ovvio nella figura di John Carlyle (un sempre magnifico e sempre sottovalutato Fichtner), incarnazione del corporativismo post-crisi economica, disposto a tutto per ottenere nuove commesse e persino la più che capace Jodie Foster qui è costretta in un ruolo che non le compete: sebbene il Segretario alla Difesa di Elysium appaia spietatamente coerente nelle sue scelte antiimmigrazione sino alla fine (e quindi non il tipico cattivo che vuole il potere semplicemente per il gusto di avere potere), volontaria satira e rappresentazione di una certa politica statunitense, risulta al pari di Kruger un personaggio tanto eccessivo da risultare involontariamente caricaturale. La dicotomia tra buoni e malvagi è netta, non vi è ambiguità morale e persino Max, che appare come interessato unicamente a sopravvivere ad ogni costo si dimostra sin da subito di essere l’Eroe pronto al sacrificio.

L’estetica ovviamente risulta il punto più forte dell’opera: la Los Angeles del 2154 ricorda  abbastanza ovviamente la shanty town di District 9 nel suo realistico squallore ed il suo alter ego Elysium è una sorta di colossale, dettagliatissimo resort. La tecnologia offerta appare se non proprio credibile (le improbabili macchine di rigenerazione e gli scudi energetici) di certo gradevole e ben studiata, in particolare i droidi che nonostante le premesse hanno un ruolo secondario. Nonostante i limiti che lo rendono dolorosamente semplicistico, Elysium non è un brutto film. Possiede un ottimo ritmo e discrete scene di azione supportate egregiamente dai gadget hi-tech offerti dal setting. Globalmente un blockbuster dignitoso con qualche scivolone ed alcune buone idee.

Elysium_Matt Damon_abs