Il protagonista maschile Jai CourtneyIl protagonista maschile Jai Courtney

Zephyr (Hassie Harrison), giovane surfista ribelle, viene rapita da un misterioso serial killer che la trascina a bordo della sua barca, al largo nell’oceano.

Ferita e senza via di fuga, scoprirà presto le intenzioni del suo rapitore, strettamente e sanguinosamente legate agli squali affamati che perpetuamente nuotano sotto di loro.

Con il tempo che scorre inesorabile, la ragazza dovrà tramutare la propria paura in forza, per cercare di uscirne viva.

Grazie alla Midnight Factory (Plaion Pictures) ed alla Blue Swan Entertainment, Dangerous Animals di Sean Byrne (The Loved Ones, The Devil’s Candy) giungerà nelle sale italiane il 20 Agosto.

I produttori di Longlegs tornano ad esplorare l’oscurità della mente umana con un film che affonda le sue radici nel thriller psicologico più perverso, unendo l’horror degli shark movie a quello del sadismo umano, dove l’oceano australiano è sfondo perfetto per una macabra messa in scena.

Nonostante l’horror non sia il mio genere di riferimento, ho trovato questo film veramente ben scritto e ben girato.

L’alternanza di generi, romantico-thriller-horror-splatter, unita ad un certo gusto grindhouse e spolverata di un’ironia che, a tratti, provoca nello spettatore un’ilarità irrefrenabile, pur di fronte a sequenze delle quali non bisognerebbe proprio ridere… rende Dangerous Animals ciò che il cinema di intrattenimento dovrebbe, a suo modo, essere sempre: divertentissimo!

La protagonista femminile Hassie Harrison

Le citazioni cinematografiche del serial killer pazzo sono favolose, i tempi attoriali impeccabili e l’abilità di Jai Courtney nel regalarci un Tucker impeccabile nel suo essere, allo stesso tempo, simpaticissimo e completamente fuori di testa, rendono questo film una vera goduria per gli appassionati del genere ed anche un ottimo biglietto da visita per chi, di horror, non sa veramente nulla.

Cosa pretendere di più da un film?

Nick Lepard, artista visivo e sceneggiatore, ha vissuto in California trascorrendo, proprio come la protagonista, molto tempo a surfare: “Mi venne in mente l’immagine di qualcuno che nascondeva una persona in una sacca da surf per portarla su una barca, e non riuscivo a smettere di pensarci”.

Da allora, ha iniziato ad interrogarsi su come integrare tale idea nel soggetto di un film.

Le sue ricerche lo hanno spinto a esplorare la rappresentazione culturale degli squali, portandolo a scoprire una lettera aperta di un gruppo di scienziati alla Columbia Pictures che criticava il film Paradise Beach – Dentro l’incubo per aver alimentato l’immagine degli squali come assassini assetati di sangue.

Jai Courtney

“Da qui è nato il serial killer Tucker”, ci rivela Lepard. “Un personaggio che diventa riflesso distorto del fascino del pubblico per gli attacchi degli squali, esplorando al contempo un paradosso: mentre alimenta l’ossessione pubblica per gli squali, si presenta al contempo come loro protettore”.

Zephyr, invece, è stata concepita dallo sceneggiatore come una figura apparentemente libera: la bellissima giovane ribelle che vive appieno la propria vita, senza padroni e senza catene viaggiando e surfando ma, in realtà… è intrappolata all’interno della propria prigione interiore senza sbarre.

Sean Byrne: “Dopo aver lavorato con Nick per perfezionare il progetto, ero entusiasta di realizzare finalmente un film sugli squali che non li demonizzasse”.

Una terrificante visione… decisamente consigliata!