Calato il sipario sulla 20esima edizione della  Festa del Cinema di Roma, è tempo di consuntivi.

Edizione sontuosa, in linea con le precedenti, impreziosita dalla presenza di alcuni autentici monumenti del cinema come Edgar Reitz, Jafar Panahi, Julien Temple e il nostro Marco Bellocchio, protagonisti di incontri con la stampa e masterclass con il pubblico sempre gremiti nelle ampie sale dell’Auditorium Parco della musica “Ennio Morricone”.

Con la partecipazione di così grandi cineasti, la kermesse romana ha vissuto davvero momenti toccanti, come la consegna del Premio Master of Film al regista di Heimat dalle mani di Nanni Moretti.

Bellocchio, invece, è partito da I pugni in tasca, suo primo lungometraggio ed uno degli esordi più folgoranti degli anni ’60, per parlare con grande arguzia e sense of humor del suo modo di intendere il cinema.

Altra masterclass degna di nota quella di Susan Seidelman, che ebbe fama internazionale nel 1985 con Cercasi Susan disperatamente.

Una Festa ricca di iniziative a tutto campo, dai restauri di opere celebri alle mostre fotografiche, dagli omaggi a figure poste al crocevia tra cinema e società come Claudio Caligari alla doverosa maratona dedicata a Pier Paolo Pasolini, della cui morte ricorre quest’anno il 50° anniversario.

Per Caligari, a dieci anni dalla scomparsa, è stato allestito un ampio programma che ha incluso la proiezione delle sue opere, centrate sulla umanità dolente delle periferie urbane, una bellissima mostra a cura di Stefania Plaza Mora e la presentazione dell’associazione Banda Caligari, animata da Valerio Mastandrea, Alessandro Borghi, Silvia D’Amico, Roberta Mattei ed altri ammiratori del cinema del talentuoso regista scomparso, romano d’adozione.

Per Pasolini, la sezione Storia del Cinema della Festa ha proposto – grazie a un importante lavoro di ricerca tra gli archivi (RAI Teche) e con la cura di Fuori orario – alcune delle sue opere più rare, le sue apparizioni televisive, le sue interviste filmate, i ritratti che suoi amici hanno fatto di lui, le canzoni e gli omaggi di tanti artisti.

Un altro filone di grande interesse, da sempre all’attenzione dei curatori della Festa, è quello che coniuga cinema e musica, con titoli italiani come Rino Gaetano sempre più blu di Giorgio Verdelli, Easy to Love – La vera storia di Massimo Urbani di Paolo Colangeli, sul leggendario sassofonista jazz di Roma (del quartiere Monte Mario) amico di Chet Baker, e titoli internazionali come It’s Never Over, Jeff Buckley, commovente ritratto di un grande musicista scomparso troppo presto.

Molto apprezzato anche l’ampio spazio dato al “cinema del reale”, con documentari sull’aspra realtà di territori martoriati da incuria sociale, criminalità, abbandono da parte delle istituzioni come La diaspora delle Vele di Francesca Comencini e Malavia, prodotto da Matteo Garrone e diretto da Nunzia De Stefano.

Ma, naturalmente, al cuore della Festa sono state alcune sontuose produzioni, in particolare nella sezione Grand Public, con un titoli come Dracula: A Love Tale di Luc Besson che si avvale di un cast eterogeneo ma di gran classe, da Caleb Landry Jones alla nostra Matilda De Angelis, ormai lanciatissima.

Così come vanno sottolineate opere cinematografiche di qualità come & Sons, primo titolo in lingua inglese del regista argentino Pablo Trapero, che vede uno strepitoso, carismatico Bill Nighy nel ruolo del protagonista, uno scrittore inaridito dal troppo successo, o come il raffinatissimo bianco e nero di Nouvelle vague, dedicato ad uno dei movimenti cinematografici più innovativi della storia della settima arte, ideato e diretto da Richard Linklater, grande regista originario del Texas.

Da non sottovalutare è l’importanza dell’aspetto generazionale nell’ambito della Festa, che da un lato rinnova la sinergia con Alice nella città, ormai consolidata rassegna parallela dedicata ai giovani, e dall’altro valorizza con un premio dedicato le migliori opere prime, quest’anno assegnato a Tienimi presente, diretto e interpretato da Alberto Palmiero nella sezione Freestyle.

E, a proposito di gioventù, chiudiamo con il Premio per il Miglior Film che la giuria presieduta da Paola Cortellesi ha assegnato a Left-Handed Girl di Shih-Ching Tsou, distribuito grazie ad I Wonder Pictures che giungerà nelle sale italiane a Natale con il titolo La mia famiglia a Taipei.

Questa fresca e frizzante commedia agrodolce vede protagoniste una ancora giovane madre che cerca di sbarcare il lunario nella capitale di Taiwan insieme alle due giovanissime figlie.

Già presentato in anteprima mondiale al Festival di Cannes, il film – prodotto, scritto e montato dall’acclamato sodale della regista Sean Baker – ha un finale sorprendente che lascia un segno di speranza.

Da segnalare, tra gli altri premi, quello intitolato a Monica Vitti per la migliore attrice assegnato alla bravissima Jasmine Trinca.

Infine, di seguito, ecco tutti i premi della Festa del Cinema di Roma 2025:

Concorso Progressive Cinema: La giuria presieduta dall’attrice, sceneggiatrice, autrice e regista Paola Cortellesi e composta dal regista e sceneggiatore finlandese Teemu Nikki, il regista e sceneggiatore britannico William Oldroyd, lo scrittore e illustratore statunitense Brian Selznick e l’attrice franco-finlandese Nadia Tereszkiewicz, ha assegnato i seguenti riconoscimenti:

– Miglior Film: LEFT-HANDED GIRL (LA MIA FAMIGLIA A TAIPEI) di Shih-Ching Tsou;

– Gran Premio della Giuria: NINO di Pauline Loquès

– Miglior regia: WANG TONG per Chang ye jiang jin (Wild Nights, Tamed Beasts)

– Miglior sceneggiatura: ALIREZA KHATAMI per The Things You Kill

– Miglior attrice – Premio “Monica Vitti”: JASMINE TRINCA per Gli occhi degli altri

– Miglior attore – Premio “Vittorio Gassman”: ANSON BOON per Good Boy

– Premio speciale della Giuria: al cast del film 40 SECONDI

Miglior opera prima Poste Italiane: La giuria presieduta dal regista e produttore argentino Santiago Mitre con il regista e sceneggiatore britannico Christopher Andrews e l’attrice italiana Barbara Ronchi ha assegnato il premio – fra i titoli delle sezioni Concorso Progressive Cinema, Freestyle e Grand Public – a TIENIMI PRESENTE di Alberto Palmiero (sezione Freestyle)

È stata inoltre assegnata una Menzione Speciale agli attori Samuel Bottomley e Séamus McLean Ross per California Schemin’ di James McAvoy.

Premio Miglior Documentario: Per la prima volta quest’anno, è stato conferito un premio alle opere che esplorano il cinema del reale. La giuria presieduta dal regista, direttore della fotografia, montatore e produttore rumeno Alexander Nanau e composta dal regista e sceneggiatore Santiago Maza e dalla produttrice Nadia Trevisan ha assegnato – fra una selezione di titoli in programma nelle sezioni Concorso Progressive Cinema e Proiezioni Speciali – il premio al film: CUBA & ALASKA di Yegor Troyanovsky (Proiezioni Speciali).

È stata inoltre assegnata una Menzione speciale al documentario Le Chant des forêts di Vincent Munier.

Premio del pubblico Terna: Fra i titoli del Concorso Progressive Cinema, gli spettatori hanno assegnato il Premio del Pubblico Terna al film: ROBERTO ROSSELLINI – PIÙ DI UNA VITA di Ilaria de Laurentiis, Andrea Paolo Massara e Raffaele Brunetti.

Gli spettatori hanno espresso il proprio voto al termine della proiezione ufficiale e della prima replica di un film, attraverso il QR Code posizionato all’uscita della sala.

Sono stati inoltre assegnati, nel corso della manifestazione, i seguenti riconoscimenti:

– Industry Lifetime Achievement Award a LORD DAVID PUTTNAM

– Premio alla Carriera a RICHARD LINKLATER

– Premio alla Carriera a JAFAR PANAHI

– Premio Master of Film a EDGAR REITZ

– Premio Progressive alla Carriera a NIA DACOSTA

La Regione Lazio ha assegnato il premio “Lazio Terra di Cinema” a CAN YAMAN.