Le cose non dette di Gabriele Muccino, al cinema dal 29 Gennaio grazie a 01 Distribution, è liberamente ispirato al romanzo Siracusa di Delia Ephron.

Il regista ha dichiarato in conferenza stampa:”Ci ho lavorato letteralmente 25 giorni: pochissimo, ma perché il plot era già chiaro, avvincente, ben costruito. Ho voluto farlo perché quei personaggi io li conoscevo già: il lavoro di Delia Ephron corrisponde molto al mio. L’indagine di personaggi che cercano felicità e relazioni serene, non trovandole, è un po’ la cifra dell’autrice ed è sicuramente anche la mia.”.

In questo viaggio attraverso l’inquietudine dei sentimenti, Carlo ed Elisa (Stefano Accorsi e Miriam Leone) appaiono come una coppia stabile ma soltanto in superficie; lui è un docente universitario e scrittore affermato, lei una giornalista di successo ma entrambi attraversano una fase di immobilità che investe lavoro, identità e rapporto di coppia, mentre cercano di avere un figlio senza successo.

Nel tentativo di ritrovare un equilibrio, i due intraprendono un viaggio in Marocco insieme all’amico di lunga data Paolo (Claudio Santamaria), alla moglie Anna (Carolina Crescentini) ed alla figlia adolescente Vittoria (Margherita Pantaleo).

Quella che dovrebbe essere una parentesi rigenerante a Tangeri si rivela invece un terreno instabile, in cui affiorano tensioni sopite e dinamiche familiari irrisolte.

Carlo incarna il consueto protagonista maschile del cinema di Muccino, rifugiandosi nella relazione con la giovane Blu (una strepitosa Beatrice Savignani) -“Affamata di vita e dei suoi colpi di scena”- come tentativo di negare il tempo che passa mentre Elisa emerge come il vero baricentro emotivo del racconto: osserva, comprende e sceglie il silenzio come forma di resistenza, diventando l’alter ego sia dello spettatore che del regista.

Il confronto speculare con la coppia formata da Paolo ed Anna amplia il quadro delle disfunzioni sentimentali, mostrando relazioni in cui l’amore ha smesso di essere cura per trasformarsi in possesso o fuga.

Muccino costruisce un racconto atipico, vicino al crime, in cui la riflessione filosofica non è esercizio teorico ma strumento vivo, applicato alle paure quotidiane, alle ossessioni emotive ed alle contraddizioni dei rapporti umani.

Il cuore del conflitto resta la famiglia, intesa come sistema allargato di relazioni ma qui lo scontro non genera caos vitale bensì una progressiva distruzione che coinvolge adulti e ragazzi.

Il risultato è un’opera che, pur muovendosi tra stereotipi riconoscibili ed una risoluzione forse troppo semplificata, lascia interrogativi aperti soprattutto per chi abita la storia, più che per chi la osserva.

Beatrice Savignani  e Stefano Accorsi
Beatrice Savignani e Stefano Accorsi

Muccino dirige con la consueta camera a mano nervosa ma questa volta alterna le esplosioni emotive (urlate) a silenzi densi ed inquieti che, paradossalmente per un film così verboso, risultano più eloquenti.

Le cose non dette si conferma quindi un’opera in cui non si ricerca la pacificazione, quanto piuttosto vengono mostrate sul grande schermo le derive emotive tipiche di quelle relazioni incapaci di sostenere il peso della sincerità.

Muccino non è per tutti ma questo film piacerà sicuramente agli appassionati della sua filmografia.