Dopo la presentazione, in anteprima italiana, al Capalbio Film Festival, è giunta nelle sale italiane, il 15 Ottobre, la commedia La bambola (titolo originale La poupée) di Sophie Beaulieu (Salem, I didn’t shoot Jesse James), distribuita da No.Mad Entertainment, per la regia di Sophie Beaulieu (Salem, I didn’t shoot Jesse James) con Vincent Macaigne (Ritratto di un amore, Una relazione passeggera, I colori del tempo).

I protagonisti sono: la meravigliosa Cécile de France (Hereafter di Clint Eastwood, Premio Miglior Attrice esordiente per L’Appartamento spagnolo, Illusioni perdute, Chiami il mio agente!, César come miglior attrice non protagonista per Bambole russe, la serie The Young Pope di Paolo Sorrentino), Vincent Macaigne (Ritratto di un amore, Una relazione passeggera, I colori del tempo) e la figlia del veterano del cinema francese Olivier Marchal, Zoe Marchal (L’ora della verità, I nuovi ricchi, Leonesse).

Dalle primissime scene si intuisce che il protagonista, Rémi (Vincent Macaigne), vive con una bambola di nome Audrey che ha le fattezze di una bella donna: ha sostituito il rapporto con lei a quello con una compagna in carne ed ossa. Ha raccontato ai colleghi e alla famiglia di frequentare una donna con lo stesso nome da sei mesi ma, com’è ovvio, nessuno ha mai visto la sua fantomatica fidanzata.

L’unica ad essere a conoscenza della realtà è Domi, la sorella di Rémi, nonché sua unica vera confidente.

L’arrivo in ufficio di Patricia (Cécile de France), che sostituisce temporaneamente un collega in congedo parentale, e un improvviso “stravolgimento” nel suo rapporto con Audrey portano Rémi, com’è prevedibile, a dover uscire dal suo isolamento dalle donne e dall’amore, accettando gioie e dolori dei rapporti umani.

Il tema principale di questa brillante commedia francese è, senza dubbio, la figura della donna nella società odierna, qui rappresentata dal forte contrasto fra Audrey (Zoé Marchal), la “bambola” remissiva e completamente dipendente dal suo uomo, e Patricia, carismatica ed indipendente. Tra le due figure femminili si inserisce il personaggio di Rémi, specchio dell’isolamento e dell’emarginazione che gli individui più sensibili spesso subiscono o attuano spontaneamente – come in questo caso — dopo essere state calpestate senza alcuno scrupolo.

L’atmosfera generale del film, velatamente triste ed a volte tragicomica (caratteristica di molte commedie francesi), contribuisce a rendere particolarmente piacevole il romantico epilogo.

Un film da non perdere se si desidera riscoprire la potenza e la fragilità dei rapporti umani.