Botta e risposta tra Spike Lee e Clint Eastwood sul tema del rapporto fra cinema e storia e della rappresentazione della razza afroamericana al cinema. Chiamato in causa dal regista di colore, che in quel di Cannes lo aveva accusato di non aver inserito nemmeno un soldato nero nei suoi due film sulla battaglia di Iwo Jima, Clint Eastwood ha risposto (per la verità un po’ confusamente), giustificandosi: “Ripropongo nei film ciò che leggo sui libri di storia. Se andassi avanti e inserissi un attore afroamericano allora tutti direbbero ‘questo ragazzo ha perso la testa’”.

Eastwood ha continuato dicendo: “Quando faccio un film e questo è nero al 90%, come Bird, allora uso il 90% di attori di colore”. E, commentando il suo prossimo progetto (The Human Factor), dedicato al leader nero Nelson Mandela, ha aggiunto scherzando: “Non utilizzerò un attore bianco per il ruolo di Nelson Mandela”.

Insomma, Eastwood ha tentato di salvarsi goffamente in calcio d’angolo. Ma il senso delle sue parole laddove non rimane oscuro, sa di ridicolo tentativo di salvare la faccia.

A farglielo notare ci ha pensato di nuovo Lee, che non si è lasciato andare l’occasione di ribattere: “Sembra solo un vecchio arrabbiato” – ha detto il regista di colore, ricordando al collega che “non siamo in una piantagione”. E ha proseguito specificando: “Clint è un grande regista. Lui fa i suoi film, io faccio i miei film. Su questo non l’ho mai attaccato personalmente. E un commento come ‘quel ragazzo deve tapparsi la bocca’… Andiamo Clint, sembra di sentir parlare un vecchio arrabbiato!”.
Infine, l’ultima bordata: “Se Clint vuole, posso mettere insieme diversi afroamericani che hanno combattuto a Iwo Jima e vorrei che lui dicesse a questi soldati che quel che hanno fatto è stato insignificante e che, anzi, non sono nemmeno esistiti. Non me li sono inventati, io conosco la storia”.