Presentato in apertura all’Irish Film Festa 2026, Christy (Irlanda, Regno Unito – 2025), primo lungometraggio del regista irlandese Brendan Canty (sviluppo del suo omonimo corto del 2019) è un intenso affresco sui giovani della periferia di Cork, città che ha dato i natali al regista.
Il fulcro della storia, da cui deriva il titolo del film, è appunto Christy (interpretato da un bravissimo Danny Power, già protagonista del corto del 2019), un ragazzo di 17 anni, che, a causa della disgregazione del proprio nucleo familiare originario, è seguito dai servizi sociali e vive presso una famiglia affidataria.
In realtà, come ha dichiarato lo stesso Canty nell’incontro seguito alla proiezione del film presso la Casa del Cinema di Roma che ospita la rassegna, si tratta di un’opera sulla forza ed il potere terapeutico di un’intera comunità, quella che saprà accogliere e comprendere un ragazzo difficile che, come molti suoi coetanei ovunque nel mondo (persino e ciò non sorprende in quelle economicamente più agiate), si troverà di fronte ad un bivio.
Il giovane è stato infatti appena allontanato dalla propria famiglia affidataria perché “problematico” ed è andato a stare a casa del fratello maggiore Shane che è riuscito a costruirsi una famiglia grazie al duro lavoro (fa l’imbianchino). Per Shane, però, accogliere il fratello minore in casa non può che essere una sistemazione temporanea perché lui ha una compagna ed una figlioletta di un anno a cui pensare; anche se, quando tocca a lui occuparsene, non riesce a far di meglio che piazzarla davanti ad uno smartphone.
La narrazione si dipana tra colloqui con l’assistente sociale e discussioni di vario genere (tra Christy e Shane, tra Shane e la propria compagna), finché Christy non si troverà a fare i conti con un clan di spacciatori locali il cui leader cerca di cooptarlo per i loro loschi scopi.
Il regista ha scelto di collocare gli attori nel bel mezzo di un gruppo di giovani e giovanissimi, apparentemente privi di speranza nei confronti del proprio futuro, inchiodati come sono in un quartiere di Cork povero e pericoloso come Ballincollig. Alcuni dei veri abitanti di questa periferia degradata hanno fatto parte del cast e la troupe ne ha potuto apprezzare la vivace intelligenza, la creatività e la voglia di vivere, a dispetto del contesto sociale complicato.
Ed è proprio grazie a questi coetanei del protagonista, nonché ad alcune donne coraggiose della comunità locale, che lui troverà la forza per allontanarsi dalle cattive frequentazioni e scegliere, con ottimismo, un altro percorso di crescita.
Nel 2025, Christy ha vinto il prestigioso Gran Prix alla Berlinale ed il premio come Miglior Film Irlandese al Galway Film Fleadh. Nel 2026, si è aggiudicato anche quattro premi IFTA (Irish Film & Television Academy), fra cui Miglior Film e Miglior Regia. Questi riconoscimenti sono più che meritati e, grati al coraggioso e resiliente Direttore dell’Irish Film Festa Susanna Pellis per averci dato l’opportunità di vederlo in Italia, non possiamo che augurare a questa produzione di trovare al più presto una distribuzione italiana.
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Brendan Canty è regista e fotografo. Dopo gli inizi come autore di pubblicità e video musicali, la sua carriera è decollata dopo i corti For You (2017 – con l’astro nascente del cinema irlandese Barry Keoghan e per l’appunto Christy (2019), da cui ha sviluppato l’omonimo lungometraggio d’esordio.

