Essendo toscana, cresciuta guardando i suoi film e spettacoli, mi sono profondamente emozionata nel vedere Carlo Monni – Come un grillo nell’uragano, documentario diretto da Romeo e Valentino Conte, e prodotto da Ass. Cult Visione, New Solid, Filmarea e Fair Play, presentato il 16 Ottobre alla Festa del Cinema di Roma 2026, nella sezione Storia del Cinema.

Nel documentario si ricostruiscono la vita e l’arte di Carlo Monni, due aspetti difficilmente separabili quando si parla di un personaggio come lui, che viveva ogni suo attimo come fosse stato perennemente sul palcoscenico. Era infatti capace di alternare battute sottili e sfuriate memorabili alle più commoventi poesie di Vincenzo Cardarelli e Dino Campana, o ad interpretazioni appassionate di brani della Divina  Commedia e questo avveniva sul palcoscenico o sul set di un film come nella vita quotidiana, negli incontri con gli amici e colleghi o semplicemente con le persone incontrate per strada.

La sua vita viene qui ricostruita grazie alle testimonianze dei numerosi amici e colleghi, fra i quali spiccano Alessandro Haber, Alessandro Benvenuti, Roberto Benigni, Marco Messeri, Lucia Poli, Sergio Forconi, Alessandro Paci, Barbara Enrichi, tutti visibilmente emozionati nel ricordarlo e nell’esaltarne il genio creativo ed il suo rappresentare la cultura popolare toscana, in particolare quella contadina ormai quasi completamente scomparsa.

Monni è stato infatti un grande appassionato ed interprete della poesia in ottava rima, portando questa tradizione (alla quale da piccola ho avuto la fortuna di assistere) soprattutto degli ambienti contadini  nei teatri e sui set.

Il documentario ci racconta, infine, anche i lati più malinconici della sua vita, come la solitudine dovuta al fatto di non avere una famiglia sua (nonostante l’enorme successo sempre riscosso con le donne) ed ai diverbi con il fratello, la lotta con la depressione (sfociata in un ricovero, che si concluderà con un memorabile spettacolo per pazienti e personale sanitario), e la malattia che ne causerà la prematura scomparsa, in seguito alla quale verrà celebrato in un funerale laico presso il Teatro di Rifredi.

Una visione imprescindibile per chi ha amato e ricorda ancora con affetto questo grande personaggio, ma anche per coloro che non hanno ancora avuto la fortuna di conoscerlo, per riscoprire i suoi film e spettacoli e mantenerne la memoria, essendo colonne portanti del cinema toscano.