La domanda cruciale, quando una mamma vede che il proprio bimbo o bimba è affetto dalla sindrome di down è: “Sono spaventata. Che vita avrà il mio bambino?”.
Quando, il 9 febbraio, questa frase emblematica è sgorgata dall’animo di una mamma, giungendo, nero su bianco in un’e-mail a CoorDown, il Coordinamento Nazionale Associazioni delle persone con sindrome di Down, ha visto la luce questa campagna, frutto del terzo anno di intensa collaborazione con Saatchi & Saatchi: “In occasione della Giornata Mondiale sulla sindrome di Down che si è celebrata il 21 Marzo, il tema scelto per quest’anno è stato il diritto alla felicità ed al benessere delle persone con sindrome di Down. L’obiettivo è quello di promuovere una cultura della diversità ed un’autentica integrazione nella società, in particolar modo nel mondo della scuola e del lavoro.” .
Esisteva, infatti, soltanto un modo per diffondere gioia e tranquillizzare tutte le #DearFutureMom: dare la parola ai diretti interessati! Quindici ragazzi con la sindrome di Down, provenienti da tutte le nazioni europee che le hanno risposto così…ed il risultato è di una bellezza commovente. 😉
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Alla campagna 2014 hanno aderito dieci associazioni, operanti in nove paesi diversi, Italia, Francia, Spagna, Croazia, Germania, Inghilterra, Russia, Stati Uniti e Nuova Zelanda, per diffondere il messaggio più importante di tutti: la vita dei ragazzi e ragazze affetti dalla sindrome di Down sarà difficile e meravigliosa, allegra e triste, a volte quasi impossibile ma potranno imparare a scrivere, viaggiare, lavorare e portarle fuori a cena. Potranno addirittura andare a vivere da soli.
Un momento…ma non è proprio questo che accade a tutte le mamme del mondo…con i propri figli? 🙂