Tanna di Martin Butler e Bentley Dean è tornato sul grande schermo il 24 Luglio in versione rimasterizzata, a 10 anni dall’usscita, grazie a Trent Film.
La sua prima proiezione, che gli valse il Premio del Pubblico Pietro Barzisa, avvenne infatti nel 2015, all’interno della Settimana della Critica di Venezia 72.
Venne in seguito candidato dall’Australia come Miglior Film Straniero agli Oscar 2017.
Quell’anno, la statuetta in questione andò al pregevole Forušande del talentuoso regista iraniano Asghar Farhadi, Orso d’Oro a Berlino ed Oscar come Miglior Film Straniero con il suo bellissimo lungometraggio Una separazione che vi consiglio vivamente di recuperare.
Tornando ora al pregevole Tanna, si tratta di una delle storie d’amore più belle e suggestive che siano mai apparse sullo schermo.
Repubblica di Vanuatu, isola di Tanna, villaggio di Yakel.
La giovane Wawa, dagli occhi immensi ed il sorriso grande come il sole, appartiene ad una delle ultime tribù tradizionali sopravvissute alla modernità; un bel giorno, la giovane si innamora del bellissimo nipote del capovillaggio, l’affascinante Dain e, come Shakespeare insegna, le cose non andranno come i due giovani sognano.
Quando una guerra intertribale si intensifica, Wawa verrà infatti promessa in sposa ad un guerriero della tribù rivale come parte di un accordo di pace.
Gli eventi che ne scaturiranno porranno gli abitanti del villaggio di fronte ad un durissimo conflitto esistenziale tra la preservazione della cultura tradizionale e l’adattamento alle crescenti pressioni esterne per la concessione della libertà individuale di amare e sposare chi realmente si desidera. Meravigliosa, a tale proposito, la scena intensamente matriarcale tra tre generazioni di donne che si confrontano: la nonna, la mamma e la giovane protagonista.

Senza parlare, dulcis in fundo, del personaggio più bello del film: la piccola Marceline Rofit: irresistibile, inarrestabile, bellissima ed impetuosa quanto il vulcano che troneggia su Tanna!
Martin Butler: “A metà del 2013, avevamo appena terminato una serie importante sulla storia aborigena dell’Australia ed eravamo tra progetti. Bentley mi disse che voleva vivere con la sua compagna e i due bambini in una cultura molto diversa prima che iniziassero la scuola, e propose di girare un film a Tanna.
Considerando che nessuno di noi aveva mai fatto un film drammatico e che non avevamo fondi, mi sembrava un piano ambizioso, se non incosciente. Ma avevamo alcuni vantaggi: una troupe di due persone, con attrezzatura di nostra proprietà, che ci permetteva di girare per molti mesi senza spese enormi; e un metodo collaudato per filmare persone tradizionali basato sul rispetto, la pazienza e il rapporto personale.

Andammo a Tanna per saggiare la situazione.
Il direttore del Centro Culturale di Tanna, Jacob Kapere, ci suggerì di visitare il villaggio di Yakel per discutere l’idea. Fummo accolti calorosamente dagli uomini, tutti vestiti con nambas (guaine peniche), e invitati a bere kava.
Il mattino seguente mostrammo Ten Canoes di Rolf De Heer su un portatile per illustrare il tipo di film che avremmo potuto realizzare – un film basato sulle loro storie, con loro come autori e attori. Non avevano mai visto un lungometraggio.
Ma ciò che volevano sapere era: “Possiamo iniziare domani?”
“La tribù di Yakel caccia ancora con arco e frecce e costruisce case e abiti solo con materiali della giungla. Le giornate iniziano all’alba e finiscono con la cerimonia del kava al tramonto. È una vita ormai scomparsa altrove, ma loro ne sono fieri e vogliono condividerla col mondo. Abbiamo vissuto con loro sette mesi, condividendo cibo, storie, cerimonie, risate, dolore e avventure.
I figli di Bentley hanno imparato la lingua e lo stile di vita locali.
Un giorno gli uomini cantarono una struggente canzone su due amanti che, vent’anni prima, sfidarono le leggi dei matrimoni combinati. Ci dissero che questa storia cambiò il corso del Kastom sull’isola.
Tanna è la trasposizione cinematografica di quella canzone – una storia sull’amore come forza trasformativa universale.”
Un viaggio fuori dal tempo e dalla contemporaneità, di struggente bellezza e cinematograficamente incredibile.
Una visione semplicemente…imperdibile.
