“Siamo abituati a storie con un messaggio univoco, come quelle bibliche ma, nella vita reale, la maggior parte delle situazioni non sono bianche o nere ma grigie. Ci muoviamo costantemente lungo la scala di grigi della vita . La sfera in cui si muove il film è grigia. Le cose che, a prima vista, sembrano bianche o nere, hanno diversi risvolti.”.

Rúnar Rúnarsson

Amore è la forza più potente dell’universo e quando viene interrotto per la morte fisica del corpo… trova ogni via per espandersi e continuare a fiorire.

Potrei fermarmi qui e voi dovreste comunque andare, tutti, immediatamente, a vedere questo capolavoro islandese intitolato, emblematicamente, When the Light Breaks diretto mirabilmente dal talentuoso regista e sceneggiatore di Reykjavík (classe 1977) Rúnar Rúnarsson e dal 14 Agosto – miracolosamente – nelle sale italiane come Frammenti di luce grazie alla lungimiranza di Movies Inspired.

Una giovane studentessa d’arte di nome Una (l’attrice e musicista islandese Elín Hall, di bravura e bellezza sovrannaturali), mai nome fu più narrativamente azzeccato, vive un’intensa quanto indimenticabile giornata estiva che la segnerà indelebilmente per il futuro. attraverso un percorso di intimo confronto con il dolore, il silenzio e la perdita.

Durante quest’unica giornata – unità temporale narrativa attraverso la quale si dipana l’intero girato – che rappresenta un confine tra un tramonto e l’altro, la protagonista si confronta con l’identità, il lutto e le relazioni non dette; il tutto attraverso la luce islandese, vera protagonista del film: “Questi personaggi sono nella fase della vita che è l’inizio dell’età adulta ed è tarda primavera, inizio estate, quando il sole è basso all’orizzonte per un determinato periodo di tempo e questo ha una certa energia.

Rappresenta la promessa di vita e la promessa d’estate. Riflette bene la loro età e il futuro che hanno davanti.”.

Katla Njálsdóttir ed Elin Hall
Katla Njálsdóttir ed Elin Hall

Presentato a Cannes 2024, nella sezione Un Certain Regard, il film si è aggiudicato diversi premi europei, tra cui un European Film Award, prima di essere presentato a Roma, ad Alice nella Città.

L’islandese Rúnarsson ha adottato una poetica minimalista e visivamente calibrata che si apre e si chiude con un tramonto, come se all’interno di tale fenomeno – ripetuto due volte – si racchiudesse un’intera esistenza.

Non era semplice trovare giovani attori che fossero in grado di raccogliere tale pesantissimo fardello: “Cerco sempre attori che siano in grado di mostrare piuttosto che di dire, il che è più facile a dirsi che a farsi. Cerco di prepararmi il più possibile, per ricavare il meglio dalle situazioni e reinventare soluzioni direttamente sul set.

Studiamo meticolosamente le scene sul posto; a volte io e la direttrice della fotografia Sophia Olsson le mimiamo anche senza gli attori.

Così prendi le misure dello spazio e delle diverse possibilità. Cerchiamo di usare questi strumenti per aggiungere qualcosa al racconto, attraverso il tempo, la luce e lo spazio. Questa giornata, per Una, è come un ottovolante. Possono esserci momenti magici e momenti orribili. Quando il sistema nervoso è così sotto tensione, una cosa può farti piangere e ridere allo stesso tempo.”.

Se sceglieste di vedere un unico film nel 2025… dovrebbe essere questo.