“All’indomani della scomparsa di mio fratello, mi sono messa a scrivere, cercando risposte a domande ossessionanti.
Mi sono chiesta: quando la perdita è irreversibile e si crea un vuoto assurdo nel cuore, come si può riempire quel vuoto?
È possibile far risorgere un amore perduto attraverso l’abbraccio di uno nuovo amore? Esiste un modo per andare avanti?
E nel profondo, vogliamo davvero andare avanti?”
Nel 2025, tranne sparute eccezioni, il Cinema è Donna e racconta Storie di Donne. Mi viene, quindi, spontaneo affermare: ERA ORA!
Come Closer di Tom Nesher, distribuito nelle sale italiane il 28 Agosto da Fandango, è prova tangibile di tutto ciò.
La ventenne Eden (interpretata dalla debuttante Lia Elalouf (un talento ed una bellezza disarmanti) dopo l’improvvisa morte dell’amato fratello, prende misure estreme per riempire il vuoto che si è creato nella sua vita.
Quando scopre che suo fratello amava ed era amato da una ragazza di cui lei non sapeva nulla (interpretata dalla brava Darya Rosenn, al suo primo ruolo cinematografico dopo aver preso parte alla serie tv Cramel), Eden (dal nome altamente simbolico) inizierà a sprofondare verso gli inferi, in una spirale passionale quanto pericolosa.
Se il plot fosse tutto qui… Come Closer sarebbe soltanto l’ennesima produzione “già vista e già sentita”.
In realtà, complice una regia ed una sceneggiatura impeccabili – specialmente se si pensa che la Nesher è nata nel 1996 – si rimane piacevolmente stupefatti al pensiero che questa gemma preziosa sia un lungometraggio di esordio dopo soli due corti.
Come prefigurato dalla protagonista, quello che vediamo sullo schermo durante i primi minuti della narrazione filmica sarebbe stato il loro ultimo bonfire in riva al mare perché la vita adulta li avrebbe, letteralmente, investiti di lì a poco.
Come Closer è un intenso coming of age movie che coinvolge lo spettatore sin dalla prima inquadratura. Le splendide scene in bicicletta, splendida metafora della libertà e della gioia di vivere, valgono da sole il prezzo del biglietto.
Proprio come nell’intenso Frammenti di luce, il legame tra due giovani donne si genera ed inizia progressivamente a crescere in seguito ad un lutto, alla scomparsa della figura maschile che le due avevano in comune senza saperlo e senza essersi mai incontrate.
Tale devastante, doloroso, evento sancirà quindi una netta demarcazione tra la loro vita precedente e l’attuale, in cui ognuna delle due diviene parte integrante della vita dell’altra; la scena della tenda da campeggio montata in camera è pura poesia.

Impossibile non pensare all’Abdellatif Kechiche di Blue Is the Warmest Colour, meritatissima Palma d’Oro a Cannes 2013 ma qui… la brillante Tom Nesher è andato oltre, facendo una cosa assai rischiosa: giocare con Eros e Thanatos che sono, da sempre, specialmente nella settima arte… le due facce della stessa medaglia filmica.
Gli ultimi quindici minuti vanno perciò, di diritto, nella storia del cinema più autentico, quello cui ogni regista e sceneggiatore dovrebbe ispirarsi.
Un esordio di platino che dovete assolutamente godervi, possibilmente sul grande schermo.
