Super Happy Forever – La ragazza dal cappello rosso di Kohei Igarashi è giunto nelle sale italiane il 25 Settembre, grazie a Trent Film.
Film di apertura alle Giornate degli Autori di Venezia 81, si tratta di un racconto delicato e struggente sul dolore che segue la perdita della persona amata e sul ritorno ai luoghi ove tale amore è nato.
Dopo Takara – La notte che ho nuotato, il brillante regista giapponese Kohei Igarashi ci regala un’opera intima e universale che racconta la nostalgia di un amore passato e la ambienta tra le coste della penisola di Izu, a sud di Tokyo, immergendoci in un’atmosfera che oscilla tra Drive My Car di Ryûsuke Hamaguchi e le opere del maestro Hirokazu Koreeda.
Sano ha perso l’amata moglie Nagi pochi giorni fa.
I due si erano conosciuti ed innamorati cinque anni prima mentre si trovavano in vacanza ad Izu, una ridente località sul mare. Accompagnato dal suo amico di sempre Miyata, l’uomo decide di tornare nello stesso hotel, alla ricerca di un emblematico cappello rosso che possa aiutarlo a riannodare i fili della sua storia d’amore.
“Per questo film desideravo un titolo semplice e gioioso: Super Happy Forever è anche una sorta di preghiera”, ha dichiarato il regista Kohei Igarashi. “Credo che tutti vogliano essere felici e restare felici per sempre, anche chi si rifugia in corsi discutibili per affrontare le difficoltà della vita.
Il film può sembrare triste se lo si guarda in una linea temporale unica ma se non si guarda il tempo in modo lineare, i momenti felici non sono persi per sempre. Spero che il pubblico esca dal film con questa impressione.”.
Il film inizia in modo ordinario e termina in modo straordinario.
Il tutto accade però attraverso riprese che non potrebbero essere più asciutte ed essenziali.

La forza narrativa scaturisce dal ritmo, dalle pause, dagli istanti in cui è impossibile non rendersi conto che ci trova all’interno di una produzione giapponese.
Remando contro tutti gli stilemi del cinema contemporaneo occidentale, Igarashi ci porta all’interno del mistero dell’amore con un eleganza che non ha nulla da invidiare ai maestri della Nouvelle Vague… ricordandoci che il cinema non è e non deve essere esplosioni-urla-morti-7 ore di casino a fronte di 4 minuti di trama.
Una visione deliziosa e dolorosa che vi consiglio.
