In concorso nella sezione Progressive Cinema del 20° Rome Film Fest, L’accident de piano è un inquietante produzione di Quentin Dupieux, eclettico cineasta parigino che firma anche sceneggiatura, montaggio e, con lo pseudonimo di Mr. Oizo, le musiche – è, infatti, anche DJ e produttore discografico.

Magalie Moreau è una influencer di gran successo, grazie ad una peculiare quanto inverosimile caratteristica organica – non prova dolore fisico – che sfrutta per realizzare video nei quali è ripresa mentre compie atti di autolesionismo: in un web specchio di un mondo ormai impazzito le sue prodezze risultano molto apprezzate, al punto di farla diventare una star mondiale, con tanto di fans in delirio che la seguono ovunque.

L’insensibilità al dolore fa il paio, nella giovane donna, con una totale mancanza di empatia verso gli altri esseri umani, verso i quali palesa disprezzo e insofferenza.

Fanno però eccezione gli animali: all’inizio della storia un corvo si abbatte sul parabrezza del Suv guidato da Patrick, (Jérôme Commandeur) l’assistente personale della webstar. Magalie lo raccoglie intenerita e lo seppellisce nella neve augurandogli di reincarnarsi in qualcosa di più interessante.

Mattatrice assoluta del film è Adèle Exarchopoulos protagonista di una stupefacente metamorfosi, per come l’abbiamo conosciuta nel suo celebre film d’esordio, La vita di Adèle.

Qui è straordinaria nell’imbruttirsi, ma soprattutto nell’assumere un look del tutto credibile da nerd, a suo agio nell’Internet ma totalmente incapace di avere relazioni umane decenti, forse a causa della precoce scoperta della sua prerogativa fisiologica associata con la comprensione delle potenzialità della rete nel procurare, a chi sa come utilizzarla, celebrità e denaro in quantità abnormi.

L’incidente che dà il titolo al film scaturisce dalla demenziale ancorché redditizia attività di Magalie e, al tempo stesso, dalla sua insofferenza/indifferenza verso gli altri. Senza svelare nulla, possiamo dire che si ritrova a ricevere un insolito ricatto: la giornalista Simone (una Sandrine Kiberlain perfetta nel ruolo) che vorrebbe essere la prima ad intervistarla.

Eh sì, perché l’influencer è refrattaria alle interviste e, in generale, a concedersi al pubblico ma in questo caso dovrà accettarla.

La sequenza dell’intervista è il momento clou del film, in cui si fronteggiano la misantropia della star e la petulante invadenza della reporter, che Magalie ha gioco facile nell’irridere.

La sceneggiatura (come detto, opera dello stesso Dupieux), superata una fase dagli snodi narrativi eccessivamente semplificati, porta il film verso l’epilogo, significativamente lasciato al corvo secondo una reincarnazione piuttosto enigmatica che condurrà ad un doppio finale: tanto simbolico il primo, quanto declamatorio il secondo, in cui l’ultima parola pronunciata da Magalie sarà “denaro”, riconosciuto motore dell’universo.

Quasi una citazione de L’Argent del grandissimo cineasta francese Robert Bresson.

Ecco, quindi, che L’accident de piano rivela tutta l’ambizione di Dupieux a voler dire la sua su temi di grande profondità, a prescindere dal black humor della confezione.