Si è svolta a Roma, dal 4 all’8 Dicembre, presso la “Nuvola” di Massimiliano Fuksas, l’Edizione 2025 di Più libri più liberi, la fiera della piccola e media editoria italiana.

Cinque giornate dense di eventi organizzate dall’Associazione Italiana Editori, che riporta i numeri di quest’anno: oltre centomila visitatori, 55mila mq di aree espositive, 604 espositori distribuiti tra piano polivalente e forum, 17 sale incontri e spazi collettivi per oltre 750 eventi pubblici e 1800 relatori.

Grazie a sito e social, alla App interattiva Più Libri, al sistema di intelligenza artificiale Parla con Jane e ai tradizionali punti informazione, i visitatori hanno partecipato attivamente alla fiera; in tanti hanno usufruito della Tariffa Family, dedicata ai genitori con due o più figli, mentre molti studenti hanno acquistato sfruttando il Buono Libro, il voucher da € 10 della Regione Lazio per incentivare la lettura nei giovani lettori.

Un’edizione dedicata alla grande scrittrice ottocentesca Jane Austen, che è persino… intervenuta di persona, interpretata da un’attrice abbigliata come all’epoca e intervistata da Edoardo Camurri in uno dei tanti, gustosi siparietti che hanno animato “Tutta l’umanità ne parla”, format del programma RAI Fahrenheit.

Infaticabile la scrittrice Chiara Valerio, in veste di curatrice di questa edizione ricca e controversa: quasi onnipresente tra un dialogo, un’intervista e una presentazione; ha anche condotto parte della programmazione live di Rai Radio3.

L’edizione di quest’anno è stata caratterizzata da un acceso dibattito suscitato dalla presenza, tra gli espositori, di un editore di orientamento nazifascista. Ecco quindi che un’ampia parte del mondo della cultura ha reagito con veemente, doverosa indignazione chiedendo la rimozione dalla Fiera di qualunque forma di revisionismo storico e di celebrazione di orrende ideologie portatrici di morte e distruzione.

Ad una lettera-appello di autori, editori e personalità pubbliche l’AIE ha risposto spiegando che agli espositori è richiesta l’accettazione di un regolamento che include l’obbligo di rispettare “i valori espressi dalla Costituzione Italiana, dalla Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea e nella Dichiarazione universale dei diritti umani”.

Condizione evidentemente insufficiente a scongiurare la partecipazione di simili soggetti, tanto è vero che si sono avute manifestazioni e presidi fuori e dentro la Fiera, dove molti espositori hanno simbolicamente ricoperto i propri stand con un telo nero per alcune ore ed hanno affisso l’adesivo “Qui c’è un editore antifascista”. Da notare infine che diversi autori, da Zerocalcare a Corrado Augias, hanno annullato i propri interventi alla Fiera in segno di protesta.

A questo proposito, tra gli eventi più significativi ci piace segnalarne uno, giustamente intitolato Oltre la cronaca, il racconto necessario. L’incontro per i 50 anni dal massacro del Circeo è stato uno degli appuntamenti dedicato al terrificante evento del 29-30 Settembre 1975 che non è stato soltanto un efferato duplice delitto (stupro e assassinio di una delle vittime), ma anche un atto di inaudita violenza misogina e classista.

Rosaria Lopez e Donatella Colasanti erano infatti due ragazze di estrazione sociale popolare, proprio per questo scelte come bersaglio da un branco di ignobili rampolli della Roma pariolina e fascista.

Un altro dei temi forti presenti è stato il conflitto in terra di Palestina, con particolare riferimento a Gaza, naturalmente: di grande interesse è stata quindi la proposta utopistica del filosofo tedesco-israeliano-statunitense Omri Boehm, con il suo Universalismo radicale. Oltre l’identità, edito da Marietti e presentato con la professoressa Donatella Di Cesare, assurta agli onori della cronaca per alcune prese di posizione controverse. Boehm ritiene necessario immaginare una convivenza “post-identitaria” di Israele e Palestina, in forme però tutte da inventare…

Apparentemente più leggero il volume Gaza. Attraverso lo schermo, presentato dall’autore, l’artista libanese Mazen Kerbaj, insieme all’attore Valerio Mastandrea che firma la prefazione. Edito da Coconino Press, una delle case editrici italiane che più hanno valorizzato il racconto a mezzo fumetto e segno grafico, il volume è un grido di dolore intriso nel bianco e nero dei disegni di un acuto testimone del genocidio ai danni del popolo palestinese.

Tra gli altri protagonisti della rassegna un posto d’onore spetta a Dacia Maraini che ha ripercorso gran parte del XX Secolo, ricordandoci molti aspetti della vita culturale del nostro Paese, da lei vissuti attraverso la preziosa discendenza da personaggi formidabili come il padre Fosco e la madre Topazia Alliata, la sua relazione con Moravia ed il sodalizio con giganti della letteratura come Pier Paolo Pasolini.

In Fiera, Maraini ha animato diversi eventi, come la presentazione del libro Amiche. Storie di sorellanza tra ragione e sentimenti, nel corso della quale ha reso omaggio alla memoria di Michela Murgia ed alla “nuova famiglia” che l’autrice sarda ha propugnato.

Poi, nel corso dell’incontro In viaggio con Dacia Maraini tra Asia, Americhe e Africa, ha presentato la trilogia dedicata al  suo girovagare per il cosiddetto Sud del mondo, prendendo esempio dal suo illustre padre, il grandissimo Fosco Maraini.

Sempre restando nell’ambito del secolo breve, il Novecento, un politico sempre appassionato come Fausto Bertinotti ha raccontato La sinistra che non c’è con le parole dell’immenso Giorgio Gaber: “Ero comunista perché Berlinguer era una brava persona…”.

Ma non di sola politica vive la cultura: grande spazio ha avuto infatti la natura, con la presenza dell’autorevole naturalista Luigi Boitani e dell’attore Giuseppe Cederna (anche qui, un genitore illustre, l’ambientalista Antonio) che ha presentato, con delicatezza e capacità di suggestione, le poesie di Fabrizio Carbone dedicate a piante, animali ed in definitiva alla vita su questo pianeta.

Non è mancata la musica, dall’organetto di Ambrogio Sparagna ed i suoi canti della tradizione popolare, agli interventi sornioni con chitarra e violino di Peppe Voltarelli e Luca Ciarla, per chiudere con le memorie di Ernesto Bassignano, musicista, giornalista, attivista, tra i fondatori del mitico Folkstudio di Giancarlo Cesaroni.

Dulcis in fundo, a chiudere magistralmente la Fiera, il dialogo tra Jovanotti e Chiara Valerio intitolato Giri (parole suoni biciclette), dove il buon Lorenzo Cherubini ha dato fondo a tutta l’energia e la simpatia per cui è giustamente celebre, spaziando tra le sue usuali citazioni dei classici della letteratura a gustosi aneddoti di vita vissuta.

Questi alcuni degli eventi a nostro avviso più interessanti che hanno caratterizzato questa edizione di Più libri più liberi: impossibile dar conto di tutti i temi, trattati quasi sempre in modo accurato e coinvolgente nel corso della manifestazione, alla quale facciamo i più sinceri auguri di mantenersi vitale e davvero libera, scacciando l’ombra di ogni pensiero autoritario!

In ricordo della grande Michela Murgia
In ricordo della grande Michela Murgia