Un millennio è passato dall’apocalisse termonucleare dei Sette Giorni del Fuoco che ha modificato irrimediabilmente l’ecosistema della Terra.
Epico, monolitico, poetico la trasposizione cinematografica del manga omonimo Nausicaä della Valle del vento è a tutti gli effetti il reale inizio dello Studio Ghibli, che nel 1984 era ancora in uno stadio embrionale, e portatore del seme del pensiero di Miyazaki che con la sua onirica La città incantata otterrà il riconoscimento del suo genio vincendo sia l’Oscar sia l’Orso d’Oro a Berlino.
E di Miyazaki senior troviamo già qui tutti gli elementi: l’amore per la Natura ed il tentativo dell’uomo di sottometterla, l’eroina impavida dal cuore puro ma non ingenua, le tecnologie aeree proto-steampunk.
Se lo stile appare oggi obsoleto, con fondali disegnati a mano in stile pittorico e infinite sfumature di azzurro, lontano dalla CG e dal cell shading degli anime moderni, il senso di Nausicaa non perde forza anche grazie al supporto delle meravigliose musiche di Joe Hisaishi che con Miyazaki manterrà un saldo rapporto artistico lungo i decenni.
Un capolavoro senza tempo.

Il geniale maestro Hayao Miyazaki