Wild Horse Nine, con la regia e la sceneggiatura di Martin McDonagh, è stato presentato – in anteprima mondiale – in Concorso alla 83ma Mostra del Cinema di Venezia, per poi essere proiettato al Festival di Toronto.
John Malkovich, protagonista del film insieme a Sam Rockwell, ha vinto la Coppa Volpi come miglior interpretazione maschile. Secondo molti giornalisti presenti al Lido (me compresa) avrebbe meritato di vincere il Leone d’Oro della rassegna.
Distribuito dalla Walt Disney Company Italia, attraverso la Searchlight Pictures, Wild Horse Nine è giunto nelle sale italiane il 5 Novembre.
Ambientato nell’Isola di Pasqua, in Polinesia, all’ombra delle moai (le statue gigantesche dalle enormi teste) e dei cavalli selvaggi (da cui il titolo Wild Horse Nine, dove Nine sta per il numero della camera dove alloggia Malkovich), il film si svolge nel 1973, poco prima del colpo di stato in Cile che rovesciò il governo del presidente socialista Salvador Allende ed instaurò la dittatura cruenta del generale Augusto Pinochet.
Le strategie, i segreti, gli intrighi della Cia emergono attraverso i dialoghi di due vecchi agenti – Chris (Malkovich) e Lee (Rockwell) – e due giovani studentesse, anche loro in viaggio verso l’Isola di Pasqua.
A fare da sfondo c’è la politica, con tutta la sua violenza e crudeltà, e la constatazione amara della realtà così sottomessa e diretta dal potere. Il tutto viene, però, stemperato da un geniale humour nero che non giustifica e non fa sconti, eppure ci fa ridere.
L’agente Chris è ormai anziano e malato; il suo collega Lee, con l’appoggio dei servizi segreti, lo accompagna in questo viaggio di commiato, fatto di ricordi spietati, di profonda amicizia e di sagace disincanto. Chris è indisciplinato e rivela, con nonchalance, alle due ragazze i risvolti più inquietanti delle vicende politiche del secolo. L’amico Lee, nonostante tutti i suoi sforzi, non riesce a frenarne la pericolosa loquacità.
In Wild Horse Nine, le atrocità cui abbiamo assistito nell’arco di oltre cinquant’anni vengono spesso utilizzate ai fini di battute, tanto riuscite quanto irriverenti ma il risultato è irresistibile e, nell’attuale momento storico che stiamo vivendo, mettere a nudo determinate perverse manovre a discapito di migliaia di vittime civili… vale qualsiasi mezzo e, decisamente, il prezzo del biglietto perché a volte, dietro ad una risata, può scaturire un’illuminante consapevolezza.
Una visione altamente consigliata.

