Nel silenzio delle stanze (titolo originale La condition) di Jérôme Bonnell, al cinema dal 29 Ottobre grazie ad Officine Ubu, è un brillante quanto drammatico film francese con Swann Arlaud (Petit paysan – Un eroe singolare, Grazie a Dio, Anatomia di una caduta), Galatéa Bellugi (Gloria!, Il gusto delle cose, Tre ciotole), Louise Chevillotte (Synonymes, Benedetta, La scelta di Anne – L’événement) ed Emmanuelle Devos (Fai bei sogni, Coco avant Chanel – L’amore prima del mito, Violette).

La vicenda si svolge nella Francia del 1908, nella casa del notaio André de Boisvaillant (Swann Arlaud), che sembra condurre una vita agiata e serena in una villa in Normandia insieme alla moglie Victoire (Louise Chevillotte), alla madre Mathilde (Emanuelle Devos) ed alle domestiche Hughuette (Aymeline Alix) e Céleste (Galatéa Bellugi).

La loro vita è scandita dal lavoro di lui e dagli eventi sociali, nei quali entrambi brillano sia individualmente che come coppia. L’unica preoccupazione che li affligge sembra essere l’infermità della madre di lui – emiplegica e muta in seguito alla malattia – alla continua ricerca di attenzione da parte di tutti gli abitanti della casa.

Questa, però, è solo una facciata, esibita davanti agli amici ed alla società, mentre nel silenzio della notte nella casa emergono i conflitti interiori ed esteriori dei vari personaggi: il rancore di André nei confronti della madre; il dolore di Victoire durante i rapporti con il marito, che la portano a negarsi ogni volta che può e rendono i loro rari amplessi al limite dello stupro; la remissività della giovane cameriera Céleste, ripetutamente abusata da André.

Quando Céleste rimane incinta, Victoire intuisce rapidamente che il padre del bambino è André, e propone al marito ed alla domestica un accordo segreto, che inizialmente sembra essere a favore di tutti e tre, mentre in seguito porterà le due donne ad una inaspettata vicinanza. Questa le spingerà ad ignorare ordine sociale, convenzioni e famiglia per perseguire la ricerca di una vita libera da costrizioni ed ombre.

Tratto dal romanzo Amori di Léonor de Récondo (vincitore in Francia del Prix des Libraires e del Grand Prix RTL-Lire nel 2015), il film mostra dinamiche di certo non lontane da quelle della nostra epoca – rancori e conflitti familiari, violenza psicologica e sessuale, prevaricazioni dei più ricchi sui più poveri – che il regista è riuscito a rendere di maggior impatto per mezzo delle riprese notturne girate a lume di candela o di lampada a petrolio, rendendo ancora più realistica l’ambientazione nell’anno 1908, e più immersiva l’esperienza dello spettatore.

Un film da non perdere, in particolare per gli appassionati di romanzi storici.