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Oltreoceano 10.000 A.C. è stato tanto bersagliato dalla critica quanto osannato dal pubblico (con risultati enormi al botteghino), che quando si entra in sala si sa già cosa si sta per vedere: il classico mega-blockbuster d’azione, del solito regista che vive di effetti speciali, senza la minima concessione ad alcun elemento di spessore tematico. D’altronde è questo quello che piace al popolino americano. Eppure la pellicola di Emmerich riesce persino a deludere queste misere attese, risultando niente di più che un filmetto onestamente e profondamente BRUTTO!

D’altra parte Roland Emmerich è uno che si è “distinto” per una carriera segnata da pietre miliari del blockbuster a stelle e strisce come gli “imperdibili” Indipendence Day, Godzilla e The Day After Tomorrow. Per cui aspettarsi troppo non è cosa lecita. Ma per lo meno si poteva sforzare di scrivere una storia degna di questo nome (visto che anche la sceneggiatura è sua): e invece si passano quasi due ore a seguire la caccia di un gruppo di uomini di tribù primitive, guidati da un giovane (un prescelto), la cui ragazza è stata rapita da un gruppo di misteriosi razziatori sanguinari.

Tra misticismo preistorico, corse nella giungla, passeggiate nel deserto, arrampicate sulle montagne, inseguimenti dietro ogni sorta di sauro e animale da era geologica, trascorre un’ora e mezza di… pura noia! Sì, perché se cercate azioni e scene roboanti, limitatevi a seguire l’inizio e la fine del filmetto e cancellate pure tutto il resto. Le sequenze che si profondono nell’utilizzo (comunque parsimonioso) di qualche effetto speciale degno di nota infatti sono sì e no un paio. Il resto è un’interminabile sequela di su e giù per un mondo e una natura selvaggi e desolati, senza la minima concessione al colpo di scena e senza mai uscire dal territorio del già visto (con tanto di sequenza finale, presa spudoratamente di peso da 300!).

Inutile stare a sottolineare quanto tutto ciò che si vede sia privo della minima volontà di apparire storicamente e logicamente plausibile. Questo lo possiamo anche perdonare ad un regista americano fino al midollo (a dispetto della nazionalità tedesca), che punta tutto sui mammut che costruiscono le piramidi e sugli uomini primitivi che ammazzano tacchini giganti a colpi di lancia. Ma ci fosse almeno un po’ d’azione dura e pura: la noia e la lentezza della parte centrale lasciano invece tutto il tempo di pensare a come si sarebbe potuto impiegare diversamente quelle due ore. Perché davvero tutto è meglio della visione di questo irritante e vuoto 10.000 A.C.!

 

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