Io sono Felice – Riscoprire Felice Andreasi, documentario diretto da Michael Zampino e Antonio De Lucia, prodotto da Sud Sound Studios (Gianfranco Tortora) e dall’Associazione Culturale Bigatera, è stato presentato in anteprima assoluta nella sezione Concorso Italiano Lungometraggi della dodicesima edizione del Festival Internazionale del Documentario Visioni dal Mondo.

Il 18 Settembre è stato proiettato presso il Teatro Litta di Milano, in contemporanea rispetto all’uscita dell’album con la colonna sonora integrale (musiche originali di Massimo Fedeli) sulle piattaforme digitali, con l’etichetta AlfaMusic.

Felice Andreasi è rimasto nella memoria collettiva principalmente come esponente di spicco, al Derby Club di Milano, del brillante ensemble comico Gruppo Motore di Enzo Jannacci ma anche come attore teatrale, televisivo e cinematografico; lo ricordiamo in Pane e tulipani, di Silvio Soldini, interpretazione per la quale ha ricevuto il Nastro d’Argento come Miglior Attore non Protagonista.

Il documentario, però, non si concentra soltanto sulla sua carriera di comico ritiratosi in campagna, nata peraltro per caso (per sbarcare il lunario) e ricostruita tramite  immagini, video e testimonianze di chi lo ha conosciuto, in famiglia o sul lavoro e sul suo stile fuori dal comune; l’opera mette decisamente in evidenza  la vera grande passione della vita di Andreasi: la pittura.

I numerosi testimoni– non solo attori e registi, ma anche il critico d’arte Angelo Mistrangelo, la moglie Grazia ed il fratello Eufemio – seppur parlando di lui come artista drammatico, convergono tutti infine su quanto la pittura fosse fondamentale nella sua vita, fin dalla prima giovinezza, tanto da portarlo negli ultimi anni a ritirarsi in campagna con la moglie per dedicarsi esclusivamente a quest’arte.

Di particolare impatto emotivo sono, infatti, le riprese effettuate nella sua casa, in cui, a vent’anni dalla morte, lo studio è rimasto esattamente come allora, disseminato di quei sacchi di pigmenti e degli innumerevoli bicchieri con i colori da lui preparati personalmente, divenuti ormai essiccati al passaggio del tempo.

Felice Andreasi e sua moglie Grazia
Felice Andreasi e sua moglie Grazia

Dalla sua immensa produzione pittorica, Andreasi ha indubbiamente tratto grande successo a livello personale  – come sottolinea Mistrangelo – anche se non ha avuto un grande riconoscimento da parte della critica d’arte, in parte anche per la sua volontà di non legarsi ad alcun movimento artistico.

Il documentario di Zampino e De Lucia cerca – in modo doveroso quanto rispettabile – di riportare alla luce la conoscenza di un artista, ormai da molti, dimenticato e, purtroppo, sconosciuto alle nuove generazioni, a causa della sua comicità sottile quanto surreale, completamente diversa da quella in voga ai giorni nostri; uno stile che,  ai più, risulterebbe lento e spesso anche politicamente scorretto.

Se si eccettua il ritmo narrativo che avrebbe giovato di un passo leggermente più dinamico, siamo di fronte ad un’opera di piacevole visione che Andreasi meritava e siamo lieti che gli sia stata finalmente dedicata.