Presentato in anteprima mondiale al Sundance nel 2025, Libri proibiti – The Librarians, diretto e prodotto da Kim A. Snyder è giunto il 28 Settembre nelle sale italiane  – per soli tre gjorni, purtroppo – grazie a Wanted Cinema e con il supporto di AIB (Associazione Italiana Biblioteche) e di AVI (Associazione Videoteche e Mediateche Italiane).

Con questo suo documentario, potente e dolorosamente attuale, la Snyder attraversa gli Stati Uniti per raccontarci dall’interno una battaglia sempre più accesa: quella contro la rimozione-censura dei libri da scuole e biblioteche.

Quattro anni di intensa quanto travagliata produzione che hanno portato la talentuosa documentarista – Il suo bellissimo cortometraggio documentario Death By Numbers è stato candidato all’Oscar 2025 nella categoria Best Documentary Short – a donarci quest’inestimabile apertura su eventi realmente accaduti e decisamente inquietanti che fanno immediatamente a pensare, con orrore, al maccartismo. 

Dal Texas alla Florida, dalla Louisiana al New Jersey, l’opera ricostruisce l’evolversi delle contestazioni nate a livello locale e di come si siano trasformate in un movimento coordinato ed in un tema nazionale, mettendo al centro la libertà intellettuale e il diritto di accesso alle idee.

Protagoniste sono le bibliotecarie finite in prima linea nello scontro: una veterana dell’esercito licenziata dopo essersi rifiutata di rimuovere alcuni libri, una bibliotecaria del New Jersey che indaga sulle campagne organizzate arrivate nel proprio distretto scolastico e una collega della Louisiana che racconta di aver ricevuto minacce di morte per il proprio impegno contro la censura.

Dal punto di vista formale, la regista afferma di aver voluto ampliare il proprio linguaggio cinematografico, intrecciando materiali d’archivio e riferimenti al cinema per mettere in relazione arte e realtà e muoversi tra tempi e generi diversi. In una fase iniziale, racconta di aver immaginato il progetto quasi come una graphic novel ambientata in un presente distopico.

Al centro delle contestazioni ci sono soprattutto libri che affrontano temi legati alla razza, all’identità di genere e alla sessualità, diventati terreno di un confronto che investe scuole, biblioteche e intere comunità. Attraverso le esperienze di queste donne, il documentario trasforma la battaglia intorno agli scaffali in una riflessione più ampia su chi possa decidere quali storie leggere, quali idee possano circolare e quali voci abbiano diritto di essere ascoltate.

Alternando interviste, materiali d’archivio e riferimenti alla cultura e alla storia americana, Snyder costruisce un racconto che va oltre la cronaca per interrogare il significato stesso della libertà di accesso all’informazione.

Il film individua un passaggio chiave nell’Ottobre 2021, quando il rappresentante della Camera del Texas Matt Krause chiese ai distretti scolastici pubblici di verificare la presenza di 850 titoli nelle classi e nelle biblioteche.

Julie Miller_Bill Of Rights_DP David Allen
Julie Miller_Bill Of Rights_DP David Allen

Nei materiali stampa, la richiesta viene descritta come rivolta a libri che avrebbero potuto contenere materiale “osceno”, contenuti legati alla razza o temi capaci di provocare negli studenti “disagio, senso di colpa o angoscia”. Molti dei titoli segnalati riguardavano razza, identità LGBTQIA+, identità di genere e sessualità.

Da questo episodio, Libri Proibiti -The Librarians ricostruisce l’espansione delle contestazioni e il coinvolgimento di organizzazioni come Moms for Liberty. Il film mostra assemblee pubbliche e riunioni di consigli scolastici, confronti con le comunità e testimonianze di bibliotecarie che riferiscono di essere state accusate, minacciate o sottoposte a pressioni professionali.

Snyder afferma di essersi voluta concentrare in modo specifico su ciò che sta accadendo alle bibliotecarie e su ciò che, a suo giudizio, questa pressione rivela sul clima culturale e politico degli Stati Uniti. La regista richiama anche precedenti storici di attacchi alla libertà intellettuale, inclusi il maccartismo degli anni Cinquanta e altri casi internazionali citati nei materiali stampa.

La maggior parte degli americani, come affermato dalla stessa regista, non erano consapevoli della criminalizzazione dei bibliotecari (in grandissima parte donne) che si sono opposti a tale assurda censura. Molte hanno perso il lavoro o sono state accusate di voler promuovere la pornografia presso i giovani. Semplicemente assurdo… ecco perché The Librarians è una visione preziosa quanto necessaria.