Il mese di Ottobre ci porta, insieme ad un auspicato calo delle temperature, la 21ª Edizione della Festa del Cinema di Roma che, da ben due decenni, è al centro del panorama culturale della Capitale.
Sotto l’egida dell’immensa Monica Vitti, il cui volto enigmatico è stato scelto come immagine ufficiale della kermesse, saranno rappresentate le cinematografie di ben 55 paesi, dall’Albania alla Svizzera passando per Nuova Zelanda, Qatar, Repubblica Centrafricana e – dolorosamente – Palestina.
La selezione ufficiale dei titoli presenti in quest’Edizione 2026 della Festa è articolata nelle seguenti sezioni:
▪ Concorso Internazionale Progressive Cinema – Visioni per il mondo di domani, con film di finzione, documentari e film d’animazione (unica sezione competitiva della Festa);
▪ Freestyle – Opere di formato e stile liberi;
▪ Grand Public – Cinema per il grande pubblico;
▪ Special Screenings – Opere difficilmente catalogabili ma di particolare interesse;
▪ Best of 2026: I miglior film dell’anno apparsi in altri festival internazionali;
▪ Storia del Cinema, celebri film in versione restaurata, omaggi ed approfondimenti della storia del cinema, italiano ed internazionale.
Ad affiancare il programma dei film, come ogni anno, si svolgeranno alcuni incontri con il pubblico: particolarmente interessanti si annunciano le Masterclass con Paweł Pawlikowski, Rodrigo Sorogoyen e Barry Keoghan.
Confermato anche l’appuntamento Paso Doble, confronto a due su temi riguardanti il mondo del cinema: quest’anno è la volta di Tessa Ross ed Edward Berger.
Sotto il profilo più strettamente cinematografico, ci piace segnalare due Premi: il Premio al Miglior Documentario, scelto fra i 14 titoli provenienti dalle diverse sezioni della Festa ed il premio intitolato a Gillo Pontecorvo, per celebrare uno dei nostri più grandi registi a vent’anni dalla scomparsa (12 Ottobre 2006).

Per quanto riguarda la sezione Progressive Cinema, ci sono – purtroppo – in Concorso soltanto 3 titoli italiani su 18: Brianza di Simone Catania, Giorni felici di Susanna Nicchiarelli (notevoli i suoi Cosmonauta, Miss Marx e Nico 1988) e Mustang di Kasia Smutniak, che si ispira alla pratica del found footage: vent’anni di vita raccontati attraverso filmati di famiglia recuperati e trasformati in oggetto filmico con, al centro della narrazione, un indimenticabile viaggio in Nepal, dalla cui specifica regione nasce il titolo.
A livello internazionale, invece, sono molti i titoli di sicuro interesse, tra i quali citiamo: Ceniza en la boca (Ashes) di Diego Luna, Congo Boy di Rafiki Fariala, Eurotrash di Frauke Finsterwalder Gæsten (The Guest) di Mads Mengel e Yesterday the Eye Didn’t Sleep di Rakan Mayasi.
Dulcis in fundo: la proiezione, in versione restaurata in 4k, del bellissimo Paz di Renato De Maria – dedicato al geniale Andrea Pazienza – in occasione del 25ennale della produzione.
Infine, merita segnalare i Premi alla carriera annunciati dal Presidente della Fondazione Cinema per Roma, Salvatore Nastasi.
Il grandissimo attore Javier Bardem lo riceverà dalle mani di Paolo Sorrentino in occasione della proiezione di El ser querido di Rodrigo Sorogoyen.
La star spagnola, tra i più importanti a livello planetario, ha vinto il premio Oscar per Non è un paese per vecchi dei magnifici Joel ed Ethan Coen, è stato interprete per Woody Allen, Sam Mendes, Denis Villeneuve, Julian Schnabel, Aaron Sorkin e, last but not least, il grandissimo Alejandro Amenábar.
L’altro Premio alla carriera è per la magnifica attrice Julianne Moore, che riceverà il riconoscimento in occasione della proiezione del nuovo film in cui è protagonista, The Debut, per la regia di Jesse Eisenberg.
Entrambi gli attori sono anche straordinari protagonisti del nostro tempo: Bardem è un attivo sostenitore della causa palestinese, mentre Moore è tra i fondatori di Everytown for Gun Safety, organizzazione che si batte per arginare la violenza delle armi negli USA.
Auguriamo loro – e a tutti noi – di avere altrettanto successo con le loro iniziative civili e… che la Festa cominci!